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 Il "coaching"

Il coaching è una tecnica di apprendimento che pone l'accento sull'azione, rispetto alla formazione che, invece, tende per natura ad essere più teorica. Per questo motivo, le due attività non sono in conflitto fra di loro, ma fortemente complementari, poiché l'una diventa propedeutica rispetto all'altra. Questa forma di apprendimento sta diventando sempre più popolare tra le imprese perché consente un rapporto più diretto tra il coach ed il suo interlocutore.

In particolare, il coaching condotto da Alessandro Carli si ispira ai concetti del Crisis Management, di cui egli è un esperto a livello nazionale

Al fine di conoscere meglio il coaching, elenchiamo di seguito ciò che il coaching non è e gli obiettivi che intende perseguire:


Ciò che il coaching non è:

  • una psicoterapia: questa cerca di risolvere un problema (si focalizza sul passato), mentre lo scopo del coaching è quello di raggiungere degli obiettivi (si focalizza sul presente per proiettare verso il futuro)
  • una consulenza: la consulenza è rivolta alla risoluzione di un problema all'interno di un contesto (azienda, professione, ecc.) ma non lavora sugli individui
  • formazione: lo scopo della formazione è quello di insegnare, quello del coaching è quello di spronare ad agire cambiando le strategie.
  • tutoring: questo è un genere di formazione ad personam, utilissimo per accelerare i tempi di apprendimento del cliente, ma si sofferma unicamente su questioni tecniche e non va ad incidere in profondità


Va tuttavia subito chiarito che il coaching non rappresenta in alcun modo un'alternativa alle suddette metodologie, che rimangono assolutamente valide e spesso necessarie come integrazione all'attività di coaching.


Cosa NON FA il coaching:

  • Dare risposte: questo è un principio basilare del coaching. Il protagonista è il cliente, non il coach, ed è lui ad avere sempre il controllo, e la responsabilità, del lavoro. Il coach non da risposte.
  • Rivangare il passato: i ricordi, i traumi, le vicissitudini del passato sono passato. Il coaching stabilisce ciò che avviene nel presente per cambiare il futuro a favore del cliente.
  • Creare dipendenza: il coaching serve proprio a rendere il cliente più autonomo e indipendente nelle decisioni e nelle azioni. Una volta finito il ciclo, il coachee deve essere in grado di farcela da solo.


I presupposti del coaching:

  • Fallimento e successo sono impostori: esiste solo il riscontro. Il fallimento è solo il risultato di un'azione inefficace, che possiamo cambiare; il successo è il risultato di azioni efficaci, che dobbiamo rinforzare.
  • Facciamo tutti del nostro meglio: e se il meglio non basta, possiamo cambiare le nostre strategie per raggiungere i nostri obiettivi. E, in ogni caso, possiamo sempre migliorare
  • Sono i singoli a creare la loro realtà: questo è un assioma, un presupposto fondamentale che viene chiarito sin dall'inizio. Se le persone fossero in balia degli eventi, il coaching non avrebbe alcun senso.


Il coaching, che si suddivide in Personal CoachingBusiness Coaching è, in assoluto, il mezzo più veloce, concreto, semplice ed economico per raggiungere i propri obiettivi e, proprio per questo motivo, sta crescendo in modo esponenziale in tutto il mondo.

Sei destinato all'eccellenza: sicuro di volerci rinunciare?

Visiona il seguente filmato per saperne di più:

 

 

  

Da agosto 2005, Alessandro Carli è membro della Federazione Italiana Coach, capitolo italiano della International Coach Federation, la più grande associazione di coaching al mondo con oltre 7000 iscritti.



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 Il libro
Nelle librerie di tutta Italia, il volume di Alessandro Carli, edito da Franco Angeli, su come avere ciò che vuoi dalla vita!
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